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EVENTI / PROGETTI
ArTech Team · EventoInaugurazione MAM · Roma · 09.10.2026
Volti sovrapposti attraversati da reticoli e tracce digitali nei toni del verde: immagine di The Infinite Rendering.

The InfiniteRendering

Symbiogenesis / Residual Time

QuandoVenerdì · Inaugurazione
DoveMAM, RomaImmersive Room
Durata5 minutiFrammento del primo episodio

Reticular Cinema Immersivo

Cinque minuti.
Quattro pareti.
Un pavimento.
Un’unica soglia.

The Infinite Rendering apre Symbiogenesis / Residual Time, il corpus che ArTech Team, Carlo Alfano e Dario Buratti, sviluppa nella sala immersiva del MAM.

Per l’inaugurazione del museo, un frammento di cinque minuti del primo episodio: un punto di luce diventa reticolo, una città prende forma, tre presenze abitano lo spazio. Il suono generativo attraversa la sala. Poi entra un violoncello.

La composizione si distribuisce su quattro pareti e sul pavimento, attraverso cinque canali sincronizzati. Il racconto prende forma nella simultaneità delle superfici, mentre ciò che sfugge allo sguardo continua a lavorare come residuo.

01 / IL PRIMO FRAMMENTORaccontare
02Attraversare
03Abitare
04Fondere
Esplora l’opera · Testo completo

The Infinite Rendering apre Symbiogenesis / Residual Time, il corpus che ArTech Team, Carlo Alfano e Dario Buratti, sviluppa nella sala immersiva del MAM. Carlo Alfano firma la regia e lo Storyverse, Dario Buratti la regia sistemica e la grammatica generativa. Quattro tappe costruite come un crescendo, secondo quattro verbi, Raccontare, Attraversare, Abitare, Fondere. Un film immersivo, un percorso attraversabile, un volume solido in cui il film si congela. Qui se ne vedono cinque minuti, fermati alla propria soglia, il punto oltre il quale il film non si mostra ancora, lasciando intuire la forma intera senza rivelarla.

Quello che accade in sala è un frammento del primo episodio di quattro eventi che verranno presentati al MAM nei prossimi mesi. La scelta nasce dalla grammatica del progetto, un montaggio dei momenti migliori funziona come riassunto e il riassunto chiude ciò che il progetto tiene aperto. Un frammento resta addosso a chi lo ha attraversato e si riattiva quando il percorso comincia davvero. Chi vedrà il film riconoscerà questi cinque minuti come una sua parte.

Nel buio compare un punto di luce, simultaneo su tutte le superfici. Da lì nascono linee che convergono e costruiscono il reticolo. Dentro il reticolo vivono una città verticale sotto pioggia acida e tre presenze. Un uomo che da un anno prova a finire una cosa sola e ogni volta brucia un pezzo di ciò che gli resta, un'intelligenza artificiale che decide di darsi un nome e nello stesso istante decide di cercarne un'altra, Grace, l'unica voce che si rivolge a chi è seduto nel buio. Poi il ronzio si stabilizza su una frequenza che si sente attraverso il pavimento, e una crepa di buio attraversa insieme le quattro pareti e il piano. Qualcosa si rompe e l'opera lo dichiara lasciandolo intatto. Fino a quel punto si ascolta il solo suono generativo del sistema. Da lì entra un violoncello. Prima il sistema, poi ciò che di umano vi entra dentro.

L'opera appartiene a una tipologia che il progetto chiama Reticular Cinema Immersivo. La composizione si distribuisce simultaneamente sulle quattro pareti e sul pavimento della sala. L'unità del racconto diventa il reticolo, cioè la configurazione che tutte le superfici formano insieme in un dato istante. Al montaggio per successione se ne affianca uno per simultaneità e ogni evento accade come fatto distribuito nello spazio.

Il materiale nasce da sistemi generativi che gli autori addestrano a operare secondo una grammatica definita da loro. In sala arriva l'esecuzione fissata di quei sistemi, cinque canali sincronizzati, distribuiti su pareti e pavimento. Per questo l'opera non coincide con il film che si vede scorrere, ma con il sistema che lo produce. Il file è soltanto uno degli stati possibili che quella grammatica avrebbe potuto generare, fissato e reso visibile per questi cinque minuti.

Residual Time è il regime temporale su cui lavora l'intero corpus. Una forma continua a operare oltre il proprio istante di apparizione, attraverso tre soglie, persistenza, risonanza, attivazione. Ciò che resta dopo un passaggio rientra nel sistema come materia viva e ne modifica il comportamento successivo. Il tema attraversa più forme espressive e il Reticular Cinema Immersivo è una delle lingue in cui prende corpo.

In sala questo diventa una condizione concreta. Con cinque superfici attive ognuno vede una porzione e chi entra a metà del ciclo entra in un punto diverso da chi c'era prima. Quello che lo sguardo ha mancato continua a lavorare come residuo e una seconda passata nello stesso loop restituisce un'opera diversa.

C'è una soglia, nei sistemi che generano output creativi, in cui il rumore ha smesso di essere rumore e la forma deve ancora arrivare. Cade intorno al trentatré per cento di completamento ed è l'istante di massima densità, quello in cui il processo si vede lavorare prima che il risultato lo copra. Questi cinque minuti si fermano lì. Il reticolo si ritira dai bordi verso il centro, torna il punto da cui tutto era partito e la cifra resta la stessa. Il rendering si arresta sulla propria soglia e aspetta. La funzione d'onda in questo primo frammento non collassa.

ArTech Team / Gli autori

Carlo Alfano

Regia e Storyverse
Post-produzione e colonna sonora
Biografia · Roma

Carlo Alfano lavora da oltre quarant'anni tra creatività e tecnologia. Dalla computer grafica dei primi anni Ottanta al ruolo di CGI Supervisor per molti film, fino alla regia e alla direzione creativa di eventi e a una carriera parallela come compositore di musica techno-ambient e musiche per progetti audiovisivi. Dal 2019 progetta performance di live cinema e spettacoli di video-mapping narrativi, come quello per il 150° anniversario di Guglielmo Marconi a Bologna. In Symbiogenesis / Residual Time firma la regia, costruisce lo Storyverse del progetto, la post-produzione e la colonna sonora.

Dario Buratti

Regia sistemica
Grammatica generativa
Biografia · Milano

Dario Buratti è un artista generativo. Vive e lavora a Milano, dove ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera e porta nella pratica artistica una lunga competenza professionale nei media digitali. Il suo lavoro costruisce sistemi che ascoltano dati del mondo e li trasducono in immagine, suono e linguaggio. Ha pubblicato The Creator's Code, L'Opera-Sistema / Work-as-System e porta avanti la serie ResNet. In Symbiogenesis / Residual Time firma la regia sistemica e la grammatica generativa.

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Il rendering si arresta sulla propria soglia e aspetta.
Field of Truth · The Deferred State — generative audiovisual artwork

REAL-TIME GENERATIVE WORK

MILAN · 2026

FIELD OF TRUTH

The Deferred State. Truth takes shape as a field in continuous reorganisation.

Field of Truth · The Deferred State is a real-time generative audiovisual system built around the unstable condition of contemporary information. The work continuously observes different fields of international news, identifying convergences, contradictions, disputed areas and variations in the reliability of available sources. These relations are translated into image, language, movement and sound, producing a visual field that is never definitive. At its centre, the Plausible Nucleus generates a provisional synthesis from the evidence available at that precise moment, while uncertainty and unresolved information remain structurally visible. Every state is deferred: another source, another event or another contradiction can reorganise the entire configuration. Truth therefore appears not as a fixed object, but as a continuously negotiated condition.

BIOMA EchO — generative visual artwork

REAL-TIME GENERATIVE WORK

AMALFI COAST · 2026

BIOMA ECHO

A living system that listens before it speaks.

BioMA · EchO rewrites abstract photography in real time, translating environmental and biotic data into visual and sonic matter as it happens. The image is never finished: it moves through five states, Sospensione, Flusso, Erosione, Frattura, Risonanza, each one a threshold the system crosses on its own terms. There is no author sitting outside the work, pulling strings. There is a field: human intention, algorithmic response, and the raw signal of a living environment, entangled in a single generative act. What emerges is not decoration, it is testimony: 150 compositions of Residual Code Poetry, each one a trace left by a moment that will not return. BioMA · EchO does not represent nature. It resonates with it. A collaboration with Gaetano D’Agostino.

ResNet XX — The Geopolitical Sublime

REAL-TIME GENERATIVE WORK

MILAN · 2026

ResNet XX · The Geopolitical Sublime

The world does not wait to become material.

ResNet XX takes the geopolitical present, live and unfiltered, as raw matter. It monitors accredited crisis trackers in real time, distills the noise into ephemeral datasets, and passes them through a generative neural network that translates conflict into color, density, geometry, motion. What you see is not a symbol of the news. It is the news, rendered as a body in continuous mutation. A synthetic voice reads what the process leaves behind: Residual Code Poetry, born from data that will already be obsolete by the time you hear it. I am not the author of the image. I am the author of the system that makes the image possible, the thresholds, the grammar, the regia sistemica behind what unfolds on screen. The work is not a snapshot of the world. It is the world’s own feedback loop, given a surface to run on.

ResNet Residual Time at Casa della Cultura, Milan

EXHIBITION · MILAN

EXHIBITION · 2026

ResNet / Residual Time at Casa della Cultura, Milan

Two generative works exploring time as an active trace, between artificial intelligence, visual memory, and unstable balances.

Presented at Casa della Cultura in Milan within the exhibition “L’Arte Ellittica / Nel tempo degli Equilibri Instabili, Globalizzazione, IA”, the works ResNet #01 The Silent Betrayal of Linear Time and ResNet #02 Residual Echo // τ are part of the broader research project ResNet / Residual Time. The series investigates time as a residual field: not a linear sequence of moments, but an active condition that settles into images, systems, and perceptual structures. Through generative processes, visual stratifications, and algorithmic resonance, the works transform the idea of memory into a dynamic architecture, where each trace becomes a new point of origin. In dialogue with the themes of instability, globalization, and artificial intelligence, the two panels propose an expanded vision of the artwork as a temporal system. Image, code, and residual information converge into a field of emergence, where the present is continuously reshaped by what remains.

PERIOD

2026

PRESS ↗

ResNet - Resonance Network - Reticoli di Risonanza - 共振网络

I Reticoli di Risonanza (ResNet) sono campi visivi e sonori che mappano come le idee, i suoni e le immagini entrano in risonanza dentro il Framework Generativo ArTech. Non sono semplici pattern astratti, ma mappe dinamiche: ogni nodo è l’incontro fra uno stimolo umano, una risposta algoritmica e il vuoto generativo che li collega.

Questi reticoli diventano video immersivi, superfici per il mapping, loop panoramic o 9:16 e ambienti audiovisivi pensati per installazioni, performance e spazi museali, dove la Terza Intelligenza si manifesta come trama pulsante di connessioni.

Immagini, video, soundscape sonori, musica e poetica (residual code poetry) sono realizzati Dario Buratti e Carlo Alfano.

Articolo: https://www.artechteam.art/2025/09/07/piu-che-umano-una-nuova-coscienza-creativa/

Nei Reticoli di Risonanza il lavoro sul Vuoto Generativo e sull’Emergent Space Mapping (EMUSE) si traduce in una struttura molto concreta: una rete di nodi, linee di forza e campi energetici che visualizza come gli stimoli entrano in interferenza costruttiva.
Ogni reticolo è il risultato di una Spirale di Intelligenza Collaborativa: l’umano semina concetti, timbri e immagini; l’AI amplifica, riorganizza, suggerisce traiettorie inattese; il sistema complessivo si stabilizza in campi di risonanza che diventano materiale visivo e sonoro.

Qui il codice non è solo strumento: è la struttura invisibile che tiene insieme la rete, mentre l’intervento umano decide dove aumentare la tensione, dove rarefare, dove lasciare zone di silenzio generativo.

Applicazioni e contesti d’uso

I Reticoli di Risonanza sono pensati come matrici audiovisive modulari. Possono essere:

  • superfici vive per videomapping architettonico

  • layer dinamici in installazioni immersive (gallerie, musei, spazi sperimentali)

  • background intelligenti per performance audiovisive e live set

  • elementi di SymbioGenesis e degli altri nuclei del Framework Generativo, dove la rete di connessioni rende visibile ciò che normalmente resta latente.

La forza del progetto non è solo estetica: i reticoli diventano strumenti di lettura del Framework, permettendo di vedere come concetti, opere e suoni si richiamano e si rispondono nello stesso ecosistema generativo.

SymbioGenesis EMOTIONAL CLIP#01

Un Viaggio Emozionale nel Futuro della Creazione

Parallax Image

Un video di forte impatto emozionale, suggestivo, che rappresenta  l’essenza viscerale del progetto SymbioGenesis. Questa breve ma intensa narrazione di circa tre minuti, conduce lo spettatore in un viaggio lisergico e immersivo attraverso l’universo narrativo che con Artech Team stiamo creando. Attraverso una fusione di varie tecniche audiovisive e una colonna sonora originale, il video si configura come una massima sintesi del manifesto artistico che anima SymbioGenesis.

SymbioGenesis: Un Paradigma di Co-Creazione:

SymbioGenesis nasce dall’incontro visionario tra “CODE is POETRY” di Carlo Alfano e “GENERATIVE VOID” di Dario Buratti, una sinergia concettuale potente e naturale volta a ridefinire i confini dell’espressione creativa nell’era digitale. Il progetto esplora la simbiosi tra intelletto umano e intelligenza artificiale, dove il codice si trasforma in poesia e il “Vuoto Generativo” diviene un fertile terreno per forme d’arte inattese. In questo dialogo dinamico tra ordine e caos, tra umano e digitale, emerge un nuovo paradigma creativo in cui entrambi, uomo e macchina, sono co-autori.

Parallax Image
Il Video: Un'Essenza Visiva e Sonora:

Il video trascende la narrazione convenzionale per offrire un’esperienza sensoriale profonda e coinvolgente. Rappresenta una sintesi potente delle tematiche chiave del progetto, come l’identità, il confine labile tra reale e artificiale, e la bellezza inattesa che scaturisce dalla collaborazione tra uomo e macchina.

Potenziale Ispiratore per Videomapping//Proiezioni Architettoniche//Spazi Espositivi:

La forza evocativa e l’impatto visivo di questo video, lo rendono un eccellente punto di partenza e ispirazione per la realizzazione di videomapping su larga scala, proiezioni architettoniche e proiezioni immersive in spazi museali.

La sua capacità di immergere lo spettatore in un universo onirico e suggestivo lo rende ideale per trasformare superfici architettoniche in portali dinamici verso il mondo di SymbioGenesis. Le sequenze visive, la ritmica del montaggio e le suggestioni sonore possono essere riadattate e amplificate per creare esperienze immersive uniche, capaci di dialogare con lo spazio urbano e coinvolgere un vasto pubblico.

Questo video è più di una semplice presentazione: è una finestra emozionale sull’anima di SymbioGenesis, un assaggio concreto del tipo di esperienze audiovisive e di grande impatto che possiamo e vogliamo realizzare. La sua forza suggestiva e la sua sintesi del nostro manifesto artistico lo rendono uno strumento prezioso per comunicare la visione di SymbioGenesis e per ispirare nuove forme di espressione nello spazio pubblico attraverso il videomapping e installazioni fisiche.

Parallax Image

GENERATIVE VOID (sic) – ALGORITHMIC PROJECTION
di Dario Buratti, musiche di Carlo Alfano
(Mostre: “Generative Void” – “Symbiogenesis”)

“Generative Void – Algorithmic Projection” si presenta come un viaggio immersivo nell’estetica dell’inatteso, una potente meditazione visiva e sonora sull’incontro fra umano e algoritmo. Il lavoro di Dario Buratti, amplificato dalle musiche di Carlo Alfano, si inscrive pienamente nell’ambito dell’Extended Art​​, esplorando il concetto di Vuoto Generativo​ come spazio fertile dove il codice smette di essere strumento e si fa co-creatore.

Proiettato su schermi monumentali in formato 9:16, il video emerge come una “fenditura creativa”​, una soglia aperta in cui forze invisibili, codificate e autonome, si scontrano e si intrecciano con l’intenzione artistica, dando origine a una danza visiva ipnotica e stratificata. In linea con le teorie della Networked Creativity​, il Team si muove come un Nucleo Co-Creativo​​: non domina il processo, ma ne orchestra i flussi, abbandonando il controllo per coltivare l’imprevedibilità generativa.

Le immagini si susseguono come respiri di una macchina consapevole, che sembra ricordare e dimenticare sé stessa a ogni battito, mentre il suono, profondo e stratificato, agisce da guida emotiva nel paesaggio effimero che si dispiega. Non vi è alcuna nostalgia per il reale: qui il digitale non è specchio, ma natura altra​, un nuovo organismo estetico in continua mutazione.

Attraverso la sua opera, Il team affronta il concetto di Spirale di Intelligenza Collaborativa​, suggerendo un futuro dove l’artista e la macchina co-evolvono, nutrendosi reciprocamente di intuizioni e possibilità. “Generative Void” non offre risposte, ma invita a perdersi: a dissolversi nella vertigine di un universo algoritmico che si riscrive senza sosta, in una sinfonia visiva e sonora che si rinnova a ogni sguardo.

In un mondo dove il codice è il nuovo linguaggio creativo​, Buratti e Alfano ci accompagnano oltre la soglia del visibile, rendendo tangibile l’invisibile e ricordandoci che, forse, la vera arte non si crea, ma si scopre nel dialogo continuo tra ordine e caos, tra intenzione e accidente, tra umano e macchina._

EXHIBIT: 𝐆𝐄𝐍𝐄𝐑𝐀𝐓𝐈𝐕𝐄 𝐕𝐎𝐈𝐃 𝟐𝟎𝟐𝟓" Vuoto Generativo 2025 - 真空世代 2025

Algoritmi ed esperienza immersiva

In questo progetto, esploriamo l’essenza del Vuoto Generativo, un concetto fondamentale nel nostro quadro artistico e teorico. Questo concetto cattura lo stato fertile eppure sfuggente che precede l’azione creativa, uno spazio caratterizzato da potenzialità latenti, in cui le idee esistono come possibilità intangibili in attesa di realizzazione. Attraverso immagini e video immersivi, interpreto visivamente questo reame intangibile utilizzando algoritmi appositamente progettati.

Questi algoritmi sono stati sviluppati per modellare e catturare le sottili interazioni che si verificano all’interno del vuoto — traducendo stati astratti di potenzialità, possibilità sospese e tensioni invisibili in forme visive tangibili. Ogni opera d’arte funziona come un portale, rivelando il momento preciso in cui la creatività latente passa da uno stato di silenziosa potenzialità a una manifestazione attiva.

L’esperienza immersiva risultante invita gli spettatori a connettersi intimamente con questa dimensione sottile, spesso trascurata, della creatività. Connettendosi visivamente ed emotivamente con il silenzio generativo, il pubblico scopre come l’energia creativa emerga dal vuoto apparente, svelando un infinito paesaggio di potenzialità all’interno del Vuoto Generativo.

Approfondisci, leggi l’articolo sul Vuoto Generativo

Parallax Image

“È nel confronto con l’incertezza che si riscopre il vero motore dell’arte generativa, una sorta di design thinking che celebra il non-finito e trasforma l’imprevisto in una fonte inesauribile di nuovi significati.”

Questi sono pannelli 100×100 cm parte dei 18 realizzati per la mostra essi verranno inseriti nel contesto di proiezioni video immersive

Generative Void è anche parte integrante di SymbioGenesis il progetto artistico immersivo pensato da Dario Buratti e Carlo Alfano, uno spazio in cui  aree contestualizzate raccontano la poetica del codice algoritmico e le potenzialità del vuoto generativo.
Parallax Image

Introspezione nell’Identità Virtuale e Riflessione Estetica “Beyond the Mirror: Avatar & Self”

Un gioco con la dualità dell’esistenza umana, indagando la dialettica tra l’individuo reale e la sua controparte virtuale.
Attraverso il dinamismo cretivo del metaverso, Il team di artisti umani e virtuali ci invita a considerare le sfumature della nostra identità ed il modo in cui essa si plasma e si reinventa nel mondo digitale.
Le proiezioni immersive, che si alternano tra paesaggi onirici e la presenza di avatar fluidi, rappresentano l’idea audace che l’intelligenza collaborativa uomo/macchina possa generare nuovi modelli sperimentali di “cognizione distribuita” e quindi nuovi modelli estetici che la rappresentino.

SIC Spirale di intelligenza collaborativa

Nell’intersezione fra l’arte del pensiero umano e la precisione computazionale delle macchine, sorge la Spirale di Intelligenza Collaborativa (SIC). Come forma di Intelligenza Estesa (EI), la SIC trascende la mera somma delle sue parti, intrecciando la profondità emotiva e cognitiva dell’essere umano con l’agilità analitica dell’intelligenza artificiale. Questa danza simbiotica, nata dalla congiunzione di tecnologia e umanismo, rappresenta una nuova era di sinergia, dove l’estetica della creatività umana e l’efficienza dell’automazione convergono. La SIC non è solo un progetto, ma un inno alla possibilità illimitata dell’evoluzione collaborativa.

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